Il sushi è nato nell’VIII Secolo, ma all’inizio era solo un modo per conservare il pesce

Il sushi è nato nell’VIII Secolo, ma all’inizio era solo un modo per conservare il pesce

Quando è nato il sushi? Domanda che molte volte ci fanno, ma la risposta non è così certa in realtà. Quello che oggi è uno degli alimenti preferiti di tantissime persone, sarebbe nato (e qui il condizionale è d’obbligo) nell’VIII Secolo e in origine non era altro che un modo per poter conservare il pesce più a lungo. Ad affermarlo è stato un biofisico danese, Ole Mouritsen, che per tutta la vita ha studiato il cibo, sushi compreso.

Il sushi per conservare il pesce più a lungo

Secondo Ole Mouritsen il sushi sarebbe stato introdotto inizialmente in Giappone, nel Sud Est Asiatico e nel Sud della Cina. Il pesce veniva messo tra due strati di risso cotto e acidulato in aceto di riso: in questo modo si conservava più a lungo grazie al miglioramento della condizione batterica e di conseguenza migliorava la fermentazione del pesce.

Solo più avanti il sushi diventerà un vero e proprio cibo con l’abbreviazione del processo di fermentazione del pesce. E’ nata così l’abitudine di mangiarlo crudo.

La diffusione a livello mondiale

Il sushi è diventato di tutti solo nel Ventesimo Secolo quando fu esportato e modernizzato. In particolare dopo il 1923 venne conosciuto oltre i confini Orientali: dopo un grande terremoto – che tra l’altro distrusse Tokyo – in tutto il Giappone intervennero milioni di persone per aiutare a ricostruire quanto andò distrutto. Proprio così fu scoperto anche da chi fino ad allora non lo conosceva.

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